Questa frase l’hai letta cento volte: per avere successo nella vita, credi in te stesso e fidati del processo. Pazienza, costanza, dedizione — e prima o poi i risultati arrivano.
Io credo che sia vera. E credo anche che come consiglio serva a poco, perché fidarsi del processo è un’abilità, ed è difficilissima da imparare — figuriamoci credere davvero in sé stessi. Facciamo fatica a restare concentrati su un obiettivo abbastanza a lungo da vedere risultati concreti. E siamo connessi in permanenza a feed pieni di persone sorridenti che sembrano vivere la vita migliore possibile — viste solo attraverso ciò che scelgono di mostrarci. Davanti a quei sorrisi luminosi, è facile finire per sentirsi miseri.
Quindi serve una volontà di ferro, o almeno un carattere forte, per vivere al meglio la propria vita? La mia risposta: sì — ma non è tutta la storia. Ecco perché.
Nessun percorso esiste senza il primo passo
Per quanto lontano tu possa arrivare o per quanti progressi tu abbia fatto, tutto comincia sempre dal primo passo: un’azione semplice, una singola decisione che rappresenta l’inizio di una nuova avventura. Certo, un passo da solo non basta a determinare il nostro destino o a cambiarci la vita. Per raggiungere un obiettivo servono innumerevoli passi, e non possiamo bruciare le tappe, perché la nostra energia non è infinita.
Muoversi verso un obiettivo è una maratona, non uno scatto sui 100 metri. Fare il passo successivo è un gesto che dobbiamo ripetere ancora e ancora, consapevoli che, di tanto in tanto, incontreremo bivi, vicoli ciechi, o persino la consapevolezza di non essere sulla strada giusta. Non esiste una “mappa della vita”; possiamo solo impegnarci a esplorare questo territorio inesplorato nel modo più accurato possibile, se speriamo di scoprirne i tesori nascosti.
Fidati del cambiamento
Ma cosa possiamo fare se ancora non abbiamo la capacità di fidarci del processo e aspettare che arrivino i risultati? C’è una cosa che ho imparato, soprattutto negli ultimi quattro anni, che spero sia utile a chiunque si stia ponendo questa domanda: “Se non riesci a fidarti del processo, fidati del cambiamento.”
Potresti pensare che siano solo parole vuote, che non significano davvero nulla, ma capire cosa si nasconde sotto è la chiave per sbloccare una prospettiva diversa. Passo dopo passo, questa prospettiva ti aiuterà a costruire la fiducia necessaria per iniziare a fidarti del processo e, alla fine, della tua capacità di inseguire e raggiungere il successo – qualunque cosa quella parola significhi per te.
Da dove sono partito
Sto scrivendo questo articolo in piedi davanti al monitor del mio laptop – sì, non mi piace stare sempre seduto – in un appartamento piccolo ma accogliente nel centro di Tokyo. Dopo aver lavorato come freelance per più di tre anni, ora sono co-founder di Supasaito, un’azienda qui a Tokyo. Lavoro con persone fantastiche, e sto studiando giapponese mentre cerco di capire se, un giorno, riuscirò a chiamare il Giappone “casa”.
Quattro anni fa non avrei mai immaginato che potesse succedere una cosa del genere. Quattro anni fa ero seduto davanti al monitor del laptop fornito dall’azienda per cui lavoravo. Ero un dipendente con un lavoro dalle 9 alle 18 come sviluppatore di interfacce software. E – a essere onesto – non ero felice del mio lavoro, per una serie di motivi. Mi sentivo perso perché non sapevo cosa fare per uscire da quella situazione spiacevole e cambiare la mia vita in meglio. Anzi, il più delle volte, invece di fare qualcosa in modo proattivo, mi limitavo a lamentarmi che non avevo alternative e che non era colpa mia.
Quindi, come sono passato da un ufficio rumoroso in una piccola città del nord Italia al Giappone? Oggi non entreremo nell’intero processo che mi ha portato fin qui, ma ci concentreremo su come sono riuscito a fare il primo passo lungo quel percorso, anche quando stavo affondando nelle mie stesse sabbie mobili.
Il mio primo passo
Se provo a ripensare a quel primo passo, ciò che è successo davvero è stato un misto di incontri fortunati, curiosità e voglia di mettermi alla prova con qualcosa di nuovo, senza avere davvero un piano o sapere dove stessi andando. Ed è proprio questo il punto di tutto l’articolo:
Se non sei felice della tua vita e vuoi cambiarla in meglio, non ti serve un piano. Non devi sapere dove vuoi arrivare, né tantomeno dove stai andando. Devi solo abbracciare il cambiamento e fare qualunque cosa accenda la fiamma del tuo entusiasmo.
Ti incoraggio a non pensare troppo a cosa succederà o al perché senti quella spinta. All’inizio, tutto ciò che devi sapere è che hai trovato un modo per cambiare direzione. Tutto ciò che devi fare è – ancora una volta – abbracciare quel cambiamento e lasciare che ti guidi verso un mondo completamente nuovo.
Ero piuttosto interessato ai linguaggi di programmazione e affascinato dalle tecnologie web, perché non avevo mai avuto davvero l’occasione di addentrarmi in quel mondo, e volevo saperne di più. All’epoca andavo in palestra vicino al mio ufficio, ed è lì che ho incontrato due persone che mi hanno dato l’opportunità di guardare le cose da una prospettiva diversa. Alla fine mi hanno aiutato a uscire da quelle sabbie mobili – che, col senno di poi, potremmo semplicemente chiamare “comfort zone”.
Ci allenavamo tutti di prima mattina prima di andare al lavoro, e avevamo già avuto modo di parlare e conoscerci un po’. Erano entrambi freelance: uno lavorava nel web marketing, l’altro era un consulente finanziario. All’epoca il freelancing era qualcosa di completamente nuovo per me. Conoscere a poco a poco questo mondo sconosciuto ha avuto probabilmente un impatto notevole su di me.
Un giorno il consulente finanziario ha iniziato a parlare di un progetto a cui stava lavorando con un suo amico. Avevano bisogno di un sito per il progetto, ma nessuno dei due aveva le competenze per costruirlo, né il budget per assumere un esperto. Stava chiedendo consiglio al tipo del web marketing quando all’improvviso ho detto: “Se volete, posso farlo io!” Mi ha chiesto: “Sai qualcosa di sviluppo di siti web?” Ho risposto: “Certo che no, ma posso imparare.”
È andata più o meno così. Mi sono offerto di lavorare gratis in cambio di esperienza. Volevo solo seguire la mia curiosità e la scintilla che sentivo quando pensavo allo sviluppo web. Qualche tempo dopo quell’episodio, ho capito che creare quell’opportunità e coglierla non era altro che dire sì al cambiamento, ovunque mi avrebbe portato.
Un passo tira l’altro
Dato che non sapevo nulla di come si sviluppa un sito, dovevo pur cominciare da qualche parte. Mi sono imbattuto in un paio di corsi introduttivi su WordPress, che ho usato per costruire il mio primo sito in assoluto. Continuare a scavare nell’argomento mi ha portato a scoprire il meraviglioso mondo di Webflow. Nel frattempo, continuare a parlare e passare tempo con i miei due amici della palestra mi ha dato il coraggio di lasciare il lavoro e avviare un’attività come sviluppatore web freelance.
In quel periodo ho scoperto due risorse preziose: una community di web designer e LinkedIn. Questi spazi virtuali sono stati fondamentali per aiutarmi a conoscere persone e creare connessioni. Grazie a queste nuove relazioni ho ottenuto i miei primissimi progetti come sviluppatore Webflow. E da lì ha cominciato a emergere una marea di nuove opportunità, man mano che mi abituavo ad abbracciare il cambiamento e a vedere dove mi avrebbe condotto.
Ovviamente il processo non è stato così liscio come queste poche righe potrebbero far sembrare. Ci è voluto almeno un anno di duro lavoro e dedizione per ottenere risultati tangibili e costruire un’attività più o meno stabile. Ma non è questo il punto. Ciò che voglio sottolineare è che, dopo aver fatto quel primo passo tanto semplice quanto impegnativo, avevo già perso l’equilibrio. Da quel momento, l’unico modo per andare avanti era continuare – fare il secondo passo. Poi il terzo. E prima ancora di rendertene conto, hai percorso mille miglia.
L’importanza di non camminare da soli
Mi è piaciuto davvero percorrere la strada che mi ha portato al mio piccolo appartamento a Tokyo, dove sto scrivendo queste ultime righe di quello che spero sia stato un articolo utile. Lungo il cammino ho capito una cosa importante: grazie all’esperienza e al sostegno di tante persone straordinarie, ho coperto una distanza molto maggiore di quanta ne avrei mai potuta coprire da solo.
È questa la lezione che mi guida oggi. È il motivo per cui creo tutorial gratuiti, condivido ciò che imparo e provo a costruire spazi in cui le persone possano crescere più in fretta di quanto farebbero da sole – perché il mondo dello sviluppo web è molto più facile da esplorare quando non lo esplori da solo.
C’è ancora tanta strada davanti, ma la percorro con la stessa curiosità che mi ha fatto partire. Se vuoi fare il tuo primo passo ma ancora non sai da dove cominciare, ricorda questo: non ti serve tutta la mappa. Ti basta muoverti.
Buon viaggio,
Francesco